Humboldt-Universität zu Berlin - Institut für Romanistik

Edmondo De Amicis: La mia officina

Roberto Ubbidiente (2020)

Edizioni dell’Orso Verlag 2020

Reihe: L'infinita durata

 La descrizione della propria “Stanza della scrittura”, spesso intrecciata con quella della biblioteca domestica, ha sempre rappresentato per ogni letterato l’occasione ideale di autorappresentarsi immerso nel proprio elemento naturale: tra libri, carte e attrezzi del difficile “mestiere di scrivere”. Nel 1902 il «Corriere della sera» dà questa opportunità all’autore più rappresentativo dell’Italia umbertina. Vede, così, la luce La mia officina, una sorta di testo-testamento di Edmondo De Amicis — qui riproposto per la prima volta in edizione singola arricchita di commento — in cui l’anziano scrittore, ormai disilluso e duramente provato dalla vita, apre ai lettori le porte dello studio della sua ultima dimora torinese. Si tratta di una stanza dall’arredamento ostentatamente ordinario, in cui nel corso degli anni, sotto una coltre di polvere, si sono ammassati — in modo disordinato, proprio come nella memoria del padrone di casa — una miriade di volumi, ritratti, oggetti e ricordi di ogni genere, che la penna dell’autore riesce a restituire, sia pure nello spazio di poche pagine, alla vita. Riga dopo riga, lo studio deamicisiano si rivela una sorta di Wunderkammer dell’arte e della cultura italiana tardottocentesca, i cui principali “attori” ebbero tutti a passare, chi prima e chi dopo, per quella stanza.